Due proposte, un anello e due si!

Nel 2013 Cosimo era all'ultimo anno di università ed era alla ricerca di un’azienda dove fare un progetto per la tesi; un professore gli propose di fare un colloquio in Austria.
Abbiamo detto si a questa nuova prova di lontananza. Naturalmente, prima di partire ne abbiamo parlato a lungo, il progetto in Austria sarebbe durato un anno, un anno lungo e faticoso, per tutti e due, un’altro anno lontani, il Signore ci ha messo davvero alla prova, ci ha fatto fare l’ultimo pezzo di cammino di discernimento, ci ha fatto mettere sul tavolo le carte, i nostri lati positivi - qui non metto la lista né dei miei né dei suoi perché siamo modesti, comunque io sono simpatica, solare e meravigliosa - ma soprattutto i lati negativi, come a dirci, questo è quello che avete e avrete al vostro fianco.

Non è stato per niente facile ammettere i miei errori, le mie imperfezioni, le mie insicurezze, la mia troppa puntualità -anche il giorno del matrimonio mi hanno dovuto fermare a 20 metri dalla chiesa per 15 minuti perché non erano entrati tutti, li scuso solo perché pioveva a dirotto - oppure la mia poca inclinazione a perdonare ( Perdonare..che fatica!) - tasto dolente - ma anche il fatto che delle volte - ripeto - delle volte non ascolto e faccio di testa mia e mi ritrovo a gambe all’aria o il fatto che lui da bravo ingegnere è molto, ma molto pignolo e rompiscatole. 


Abbiamo passato un anno duro, era difficile comunicare e condividere cose e momenti perché eravamo lontani ma il nostro impegno è sempre stato forte. Eravamo due unità che dovevano studiare bene come diventare un “noi”, perché l’innamoramento, è una cosa passeggera - alcuni esperti dicono addirittura che duri 9 settimane e ½ - è un sentimento e come tale dopo un po’ svanisce per far posto, con una buona dose di lavoro, all'amore per volontà, quello che fa centro. L’amore per volontà è quello che ti ispira e ti fa desiderare il meglio per l’altro, è l’amore gratuito, senza interessi quello che non finisce perché ti porta costantemente alla conoscenza profonda dell’altro che è come te, infinito.

In questo anno, era importante capire quanto essenziale fosse il dialogo tra di noi, perché nel dialogo ci incontravamo ed esprimevamo i nostri sentimenti quali rabbia, gioia, tristezza o paura su qualsiasi cosa ci venisse in mente di parlare. Ognuno parlava per se stesso e trattavamo un argomento alla volta, anche se limitare le chiamate a serate su Skype non è il massimo.

Cercavamo di vederci ogni due o tre settimane e come fosse ieri, lo ricorderò per sempre, durante uno di questi fine settimana a Bologna, la sera del 18 Aprile 2014 ( giovedì Santo), mi ha chiesto di sposarlo,è stato momento vero, reale, autentico, per noi perfetto. 

Pensare che io non avevo la minima voglia di uscire di casa quella sera, mi ha implorato di cercare una pizzeria e uscire. Rientrati in macchina, prima di mettersi al volante, si è seduto, mi ha guardato e l’ha chiesto. La risposta che ho dato si intuisce vero?!? 
Rientrando siamo voluti andare in chiesa, era bellissima, tutta piena di fiori, in preparazione per i giorni più importanti di quella settimana di grazia. Abbiamo ringraziato il Signore e gli abbiamo chiesto di non lasciarci soli e rivolgendoci a Maria le abbiamo chiesto di guidare i nostri passi come solo lei sa fare. Maria è colei che intercede per noi, è colei che ci porta, ci trascina e come ogni brava mamma che si rispetti, ogni tanto dà una tirata d’orecchi.
Iniziammo il cammino verso il matrimonio consapevoli che Dio, che è amore, ci ha creati per amare e non possiamo trovare altrove la pienezza del nostro essere, il nostro giusto posto nel mondo. L’amore che provavamo e che proviamo oggi, ci viene solo dal Signore, un amore riconoscente che ci permette di crescere, guai se ci fermassimo! 

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